Supplenze Covid: prorogati tutti i contratti fino al 31 marzo 2022

“Siamo pienamente soddisfatti perchè il Governo ha accolto una delle richieste che hanno portato allo sciopero dello scorso 10 dicembre, scongiurato per ora il rischio di 14mila licenziamenti”.

Così Uil Scuola ha commentato l’incontro di ieri che si è tenuto tra  i rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali firmatarie del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Comparto Scuola e l’Amministrazione Scolastica, avente come oggetto l’“informativa su proroga dei contratti del personale docente e ATA ex art.58, comma 4 ter del D.L.n.73/2001”.

Presenti: Per Uil Scuola Giancarlo Turi e per l’Amministrazione i Capi Dipartimento Iacopo Greco e Stefano Versari.

Anche nelle more del perfezionamento della Legge di Bilancio, il cui iter ha in corso di svolgimento l’esame da parte della Camera, l’Amministrazione Scolastica ha comunicato che saranno prorogati fino al 31 marzo 2022 i contratti Covid. E questo vale sia per il personale docente sia per quello ATA.  

“Avevamo denunciato i ritardi che si sono riscontrati nella corresponsione degli emolumenti al personale titolare di contratti Covid – spiegano da Uil Scuola -. Addirittura in alcune regioni non è mai arrivato nulla. Così si è assunto l’impegno a regolarizzare la situazione entro i primi giorni del prossimo mese di gennaio”.

Il Governo e lo stesso Ministro Bianchi hanno espresso l’impegno politico a reperire i fondi mancanti, che saranno necessari per prorogare gli stessi contratti sino al termine dell’anno scolastico. È in fase di calcolo la spesa effettiva sostenuta sino al 31 dicembre per questa tipologia di contratti (Covid), che con ogni probabilità rileverà delle economie che, se insufficienti, saranno integrate attraverso un ulteriore stanziamento di risorse.

Infine, alla vigilia dell’incontro in programma il 4 gennaio con il Ministro, Uil Scuola ha avanzato la richiesta di avviare un confronto sull’intera materia della prevenzione epidemiologica, a partire dal Protocollo del 14 agosto scorso, rimasto per larga parte inattuato.